Mi piaceva incontrarmi al parco con Giordano in quelle belle giornate d’inizio primavera; ci sedevamo sempre sul prato, a gambe incrociate, preferendo l’erba umida al gelido marmo delle panchine.
«Credevo non saresti venuto oggi, il venerdì non vieni mai.» - gli dissi mentre cercavo un fazzoletto per soffiarmi il naso.
Visualizzazione post con etichetta La commedia degli equivoci. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta La commedia degli equivoci. Mostra tutti i post
12 ago 2010
11 ago 2010
La giusta vibrazione
Luisa aveva appuntamento con “l’altra” nel giardino pubblico situato di fronte alla scuola elementare dove insegnava. In una mano teneva il pacchetto delle sigarette e l’accendino, nell’altra un giubbino nero. La borsa a tracolla conteneva gli ultimi temi dei suoi alunni. Argomento: la famiglia. Di lì a pochi minuti avrebbe finalmente visto in faccia la donna per la quale suo marito stava per lasciarla dopo ventidue anni di matrimonio.
Categorie:
La commedia degli equivoci,
Racconti Brevi,
Scarabocchi
D'istinto
In questa cella il tempo è stato lento, sì, ma breve. Perché gli anni sono corti dove manca lo spazio. Fuori di qui le ore ci spaventeranno con la loro durata, i minuti si allungheranno e dovremo spingere la lancetta per farle completare il giro. Lo spazio che avremo davanti sarà una prateria sconfinata di ore, e i minuti: mandrie allo stato brado. Il tempo sarà una pampa argentina dove puoi uccidere una bestia, cucinarne un pezzo e avere solo l’obbligo di seppellire la carcassa. Così saranno i minuti, ne addenteremo qualche secondo, scaveremo un buco e ci seppelliremo l’avanzo non consumato.
Categorie:
Animali,
La commedia degli equivoci,
Racconti Brevi,
Scarabocchi
Iscriviti a:
Post (Atom)