Il vento freddo di un inizio d'agosto inconsueto vibrò sulle foglie dell'edera, avvisandoci che era ormai giunta l'ora di andare. Emozioni sottocutanee correvano lungo i miei arti regalandomi pelle d'oca che potevo esibire come trofeo di brividi meteorologici; cercavo un'endovena di monotonia per riportare la mia vita sul binario di un'estate come tutte le altre, tra nidi di vespe e vacanze che tardavano a iniziare.
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11 ago 2010
Puttana
Puttana.
Guarda cosa sei, una lurida, squallida puttana.
E non ci sei diventata. Lo sei sempre stata. Sei nata per essere una puttana.
Vorrei chiederti su quante bocche sei passata prima di arrivare da me, ma ho paura della risposta. Mi farei schifo, mi sentirei un coglione.
Coglione.
Guarda cosa mi hai fatto diventare, un lurido, squallido coglione.
Guarda cosa sei, una lurida, squallida puttana.
E non ci sei diventata. Lo sei sempre stata. Sei nata per essere una puttana.
Vorrei chiederti su quante bocche sei passata prima di arrivare da me, ma ho paura della risposta. Mi farei schifo, mi sentirei un coglione.
Coglione.
Guarda cosa mi hai fatto diventare, un lurido, squallido coglione.
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V.M. 18
Lisca di pesce
Te n'eri andato. Anzi, ti avevo mandato via. E mandarti via alle cinque del mattino è stato come impugnare un pugnale e aprirmi il petto. Il tonfo della porta blindata non aveva fatto abbastanza rumore, il silenzio assordante che era seguito nella mia testa urlava molto di più.
Sono salita sul divano e ho iniziato a cantare a squarciagola la nostra canzone e il mio stato confusionale.
Non ero più abituata a sentirmi così, convinta com’ero di potermi ormai dominare.
Sono salita sul divano e ho iniziato a cantare a squarciagola la nostra canzone e il mio stato confusionale.
Non ero più abituata a sentirmi così, convinta com’ero di potermi ormai dominare.
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Quando la luna verrà sarà la stessa di allora
Una mano sul collo, il calore di due corpi vicini come non dovrebbero mai essere, e all'improvviso quelle vibrazioni che solo il desiderio più viscerale riesce a dare. Un bacio sporco carico di mille cose che non potevano essere dette, mentre l'alba bussava alla finestra saturando l'aria di tradimento.
E poi il buio, neanche un graffio di luna nel cielo.
Mi manchi, amico mio.
Ma non mi manchi tu, nè la tua pelle, nè il tuo sorriso, nè il tuo tocco. Mi manca la mia idea di te, quell’idea che mi ha lasciata a dondolarmi nell'illusione con la bocca che sa di fiele.
L'illusione di un abbraccio rapito ai dispetti del tempo.
E poi il buio, neanche un graffio di luna nel cielo.
Mi manchi, amico mio.
Ma non mi manchi tu, nè la tua pelle, nè il tuo sorriso, nè il tuo tocco. Mi manca la mia idea di te, quell’idea che mi ha lasciata a dondolarmi nell'illusione con la bocca che sa di fiele.
L'illusione di un abbraccio rapito ai dispetti del tempo.
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Buon compleanno
Eccomi, ora mi sentirà strisciare ai suoi piedi. Era da qualche giorno che le ero vicina, sapeva, sentiva che stavo per arrivare, la conosco troppo bene ormai. Ora starà pensando che forse dovrebbe calpestarmi, allontanarmi con un calcio magari, ma non ha voglia di farlo. E’ uno di quei momenti così, quelli in cui le piace stare ferma dopo tanto movimento, e si lascia avvolgere dalle mie spire strette e grigie, fino quasi a sentire dolore.
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Le scarpe nuove
Camminava, era già buio ma non era tardi, saranno circa le sei, pensò. D’inverno la notte arriva sempre presto.
Non aveva mai avuto un orologio, ci aveva provato mille volte a comprarne uno, lo indossava per un paio di giorni, poi lo dimenticava sul comodino, e quando tornava a casa la sera le lancette erano troppo impolverate per poter distinguere che ora fosse.
La strada era buia, abbastanza da veder spuntare dall’angolo un gatto che non c’era.
Non aveva mai avuto un orologio, ci aveva provato mille volte a comprarne uno, lo indossava per un paio di giorni, poi lo dimenticava sul comodino, e quando tornava a casa la sera le lancette erano troppo impolverate per poter distinguere che ora fosse.
La strada era buia, abbastanza da veder spuntare dall’angolo un gatto che non c’era.
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Orbene, chi pensate ch'io sia?
“Basta, per la miseria. Smettila di dire cazzate! Ma non ti rendi conto di essere solo un vecchio represso? Un maledetto nostalgico del cazzo che si nasconde dietro paroloni altisonanti, con l’unico risultato di apparire pateticamente inutile.
Svegliati!
Il mondo è cambiato, è andato avanti, ma come fai a non saperli prendere? Non dovrebbe essere difficile. Ormai sono tutti uguali.
Svegliati!
Il mondo è cambiato, è andato avanti, ma come fai a non saperli prendere? Non dovrebbe essere difficile. Ormai sono tutti uguali.
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